Come bere correttamente il caffè

C’è un momento, nella giornata, in cui il caffè sembra “accendersi” nel corpo come una lampadina, e un altro in cui, invece, ti lascia addosso solo agitazione e fame nervosa. La differenza non è magia, è metodo. E sì, si può bere il caffè in modo più intelligente, senza rinunciare al piacere.

La regola d’oro: qualità e moderazione (non eroismo)

Il punto non è bere più caffè, ma berlo meglio. Per un adulto sano, molte evidenze suggeriscono che una quota ragionevole sia 3-4 tazzine al giorno, con un tetto prudente che, per alcune persone, può arrivare a 5 (e solo se ben tollerato). L’obiettivo è godere dei benefici senza pagare il conto con nervosismo, tachicardia, insonnia o fame improvvisa.

Un modo semplice per orientarsi:

  • Se dopo il caffè ti senti lucido e stabile, sei nella tua zona “buona”.
  • Se ti senti accelerato, irritabile o con un calo a metà mattina, probabilmente stai esagerando, o lo stai bevendo nel momento sbagliato.

Quante tazzine e quanta “spinta” reale

Quando si parla di caffeina, la soglia spesso citata come riferimento generale è circa 400 mg al giorno per un adulto sano, ma la sensibilità è molto personale. C’è chi con due caffè dorme male e chi con quattro sta benissimo.

Per restare pratici, prova questa strategia:

  1. Parti da 2 tazzine per una settimana, sempre agli stessi orari.
  2. Se ti senti bene, passa a 3, poi eventualmente a 4.
  3. Se noti ansia, acidità o sonno leggero, fai un passo indietro.

L’orario che cambia tutto (e ti salva il sonno)

Qui ho avuto la sorpresa più grande: il caffè “giusto” bevuto troppo presto può rendere meno, e quello preso tardi può sabotare la notte.

Gli orari più sensati, in ottica salute e alimentazione, sono:

  • Tra le 9:30 e le 11:30, quando molti corpi sono già entrati a regime e il picco naturale di cortisolo non viene “disturbato” inutilmente.
  • In alternativa, tra le 14:00 e le 17:00, se hai bisogno di un sostegno nel pomeriggio.

Da evitare, se vuoi proteggere il sonno:

  • Tardo pomeriggio e sera, soprattutto se sei sensibile.
  • Il caffè usato come stampella per notti corte o stress cronico, perché rischia di trasformarsi in un ciclo che si autoalimenta.

Mai a stomaco vuoto (se vuoi evitare l’effetto “bruciore”)

Bere caffè a stomaco vuoto è uno degli errori più comuni. A qualcuno non fa nulla, ma molte persone avvertono acidità, nausea leggera, o una sensazione di “vuoto” che poi porta a cercare zuccheri.

Il trucco semplice:

  • Bevi il caffè dopo aver mangiato qualcosa, anche solo yogurt, frutta secca o una fetta di pane.
  • Se soffri di gastrite o reflusso, valuta con il medico se ridurlo o evitarlo, perché può aumentare l’acidità gastrica.

Il metodo più “gentile”: perché il filtrato vince spesso

Se l’obiettivo è una scelta più salutare, molti studi indicano un vantaggio del caffè filtrato. Il motivo è concreto: il filtro trattiene alcune sostanze (come cafestolo e kahweol) che, in certe preparazioni non filtrate, possono influire sul colesterolo LDL.

Scelte pratiche, in ordine di semplicità:

  • Caffè filtrato con filtro di carta.
  • Preparazioni domestiche che prevedono filtrazione.
  • Se hai colesterolo alto, fai più attenzione alle versioni non filtrate.

Zucchero: il piccolo dettaglio che cambia la giornata

Se vuoi davvero “bere correttamente” il caffè, la parola chiave è senza zucchero. Non è moralismo, è fisiologia: lo zucchero può amplificare picchi e cali energetici, soprattutto se lo prendi quando sei già sotto stress.

Per renderlo più piacevole senza dolcificarlo:

  • Prova una spolverata di cannella, spesso apprezzata anche per l’effetto sul controllo della voglia di dolce.
  • Sperimenta con un tocco di menta, interessante per chi ama profumi freschi.
  • Se ti incuriosisce, esiste anche il caffè verde in infusione, più delicato e “da tisana”.

Un mini schema facile da seguire

  • Mattina: 1 tazzina tra 9:30 e 11:30, dopo colazione.
  • Pranzo o primo pomeriggio: 1 tazzina tra 14:00 e 17:00, se ti serve.
  • Totale: resta su 3-4 tazzine, amaro, e ascolta i segnali del corpo.

Alla fine, bere bene il caffè non significa rinunciare al rito, significa farlo diventare un alleato. E quando trovi la tua combinazione, orario, quantità, preparazione, il caffè smette di essere una spinta nervosa e diventa quello che dovrebbe essere: un piacere lucido, sostenibile, quotidiano.

Redazione A B Colesterolo

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