I sintomi più comuni di cancro al pancreas

Capita di liquidare certi disturbi come “semplice digestione lenta”, stress, o un periodo in cui si mangia peggio. Il punto è che, in alcuni casi, quei segnali vaghi e intermittenti possono essere il modo in cui il corpo prova a farsi ascoltare, anche quando il problema è più serio.

Perché i sintomi all’inizio confondono

Il cancro al pancreas è noto per essere difficile da riconoscere nelle fasi iniziali, non perché “non dia segnali”, ma perché spesso li dà in modo aspecifico. Mal di pancia, nausea, gonfiore, stanchezza: sono disturbi comuni anche in condizioni molto più frequenti e benigne, come gastrite, reflusso, calcoli della colecisti o pancreatite.

Quello che fa la differenza non è un singolo sintomo isolato, ma la combinazione, la persistenza, e soprattutto un cambiamento netto rispetto al tuo “normale”.

I sintomi più frequenti (quelli che tornano più spesso)

Dolore addominale o alla schiena

È uno dei segnali riportati con maggiore costanza. Spesso:

  • si localizza nella “bocca dello stomaco” (epigastrio) o si irradia alla regione lombare,
  • può essere intermittente all’inizio, poi più persistente,
  • tende a peggiorare da sdraiati e a migliorare flettendo il tronco (come quando ci si “incurva” in avanti).

Non è un dolore “tipico” e riconoscibile al primo colpo, ed è proprio questo che può farlo sottovalutare.

Perdita di peso involontaria e calo dell’appetito

Una perdita di peso non spiegata da dieta o aumento dell’attività fisica, soprattutto se accompagnata da anoressia (intesa come perdita di appetito) e stanchezza intensa, merita attenzione. A volte il dimagrimento è rapido, altre volte è un lento scivolare verso il basso, con porzioni più piccole perché arriva subito la sazietà.

Ittero (il campanello più “chiaro”)

L’ittero è spesso il segnale più distintivo e urgente, in particolare quando la lesione interessa la testa del pancreas e ostacola il deflusso della bile. Può presentarsi con:

  • pelle e occhi giallastri,
  • urine scure,
  • feci più chiare,
  • prurito diffuso.

Se compare, non è il momento di aspettare “qualche giorno per vedere se passa”. Serve una valutazione medica tempestiva.

Disturbi digestivi: nausea, indigestione, gonfiore

Molti raccontano una digestione che cambia: nausea, senso di pesantezza, fastidio dopo i pasti (soprattutto se grassi), gonfiore e sazietà precoce. In alcuni casi compaiono anche feci anomale, più voluminose, chiare e maleodoranti (steatorrea), un segnale che la digestione dei grassi non sta avvenendo come dovrebbe.

Altri segnali abbastanza comuni, spesso sottovalutati

Ci sono sintomi che non “puntano” subito al pancreas, ma che, nel contesto giusto, diventano importanti:

  • Diabete di nuova insorgenza o peggioramento improvviso di un diabete già presente, senza una ragione evidente.
  • Debolezza e affaticamento marcato, non proporzionati al sonno o allo stress.
  • Episodi di febbricola, brividi, problemi intestinali ricorrenti o pancreatite inspiegata, soprattutto se si ripetono.

Come orientarsi senza andare in ansia

Un modo pratico per leggere questi segnali è chiedersi tre cose:

  1. È nuovo per me? Un sintomo mai avuto prima pesa più di un disturbo “di sempre”.
  2. Sta durando o peggiorando? La persistenza oltre qualche settimana merita un confronto medico.
  3. Si associa ad altri campanelli? Perdita di peso, ittero, dolore tipico, cambiamento delle feci o nuovo diabete insieme hanno un significato diverso.
SegnaleCosa osservareQuando muoversi
Itterogiallo, urine scure, pruritosubito
Calo di pesosenza dieta, con inappetenzaentro pochi giorni, visita
Doloreepigastrio o schiena, peggio da sdraiatise persistente o ricorrente

Quando parlare con il medico (davvero)

Questi sintomi, da soli, non diagnosticano un tumore. Però sono abbastanza importanti da giustificare una valutazione, soprattutto se compaiono insieme o cambiano rapidamente. Se noti ittero, perdita di peso involontaria, dolore persistente tra addome e schiena, alterazioni delle feci o un diabete che “spunta” senza motivo, il passo più utile è uno solo: parlarne con il medico e farsi guidare negli accertamenti adeguati.

Redazione A B Colesterolo

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