C’è una scena che ho visto mille volte: entri in tabaccheria, qualcuno compra un gratta e vinci, lo guarda controluce come se fosse una mappa del tesoro e poi sussurra, “secondo me il tabaccaio lo sa”. È una storia che gira da anni, e capisco benissimo perché affascina. Il punto, però, è che quel “trucco dei tabaccai” per capire subito se un biglietto è vincente, semplicemente non esiste.
Perché il “trucco” è una leggenda (e perché sembra credibile)
L’idea del trucco funziona perché mette insieme tre ingredienti perfetti: speranza, mistero e la sensazione che “qualcuno” abbia un vantaggio. Ma nella realtà i biglietti:
- sono sigillati e non leggibili prima della grattata,
- vengono distribuiti casualmente,
- hanno premi predefiniti per lotto e gestiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
In pratica, il rivenditore non può “sapere” cosa c’è sotto lo strato argentato. Non c’è una finestra segreta, un codice magico, o un modo lecito e affidabile per identificarli senza alterare il biglietto.
Come funziona davvero la convenienza per il tabaccaio
Un altro punto che smonta il mito è molto concreto: il tabaccaio non guadagna di più se tu vinci.
Il rivenditore incassa un aggio fisso dell’8% su ogni biglietto venduto. Punto. Che tu perda, che tu vinca 20 euro o che tu faccia il colpaccio, per lui non cambia la percentuale sulla vendita.
E la cosa più importante è questa: i premi li paga lo Stato tramite il circuito di gioco, non il tabaccaio. Quindi non ha nemmeno l’interesse “difensivo” di evitare biglietti vincenti.
Il vero “segreto”: le probabilità sono pubbliche
Se c’è un’informazione potente, è alla luce del sole. Le probabilità di vincita vengono pubblicate dall’ADM e variano in base al gioco e al lotto. Questo significa che, se vuoi ragionare con un minimo di lucidità, la domanda giusta non è “come faccio a capire se è vincente?”, ma “qual è la probabilità reale di ottenere un premio sopra il costo del biglietto?”.
Per capirci, ecco un esempio spesso citato: Bonus Tutto per Tutto da 10 euro, su un lotto da 19.440.000 biglietti. Le probabilità dei premi più alti sono microscopiche, mentre quelle dei premi piccoli sono molto più frequenti.
Esempio: probabilità di vincita (Bonus Tutto per Tutto)
| Importo vincita € | N. biglietti vincenti | Probabilità |
|---|---|---|
| 2.000.000 | 3 | 1 ogni 6.480.000 |
| 100.000 | 3 | 1 ogni 6.480.000 |
| 50.000 | 12 | 1 ogni 1.620.000 |
| 10.000 | 24 | 1 ogni 810.000 |
| 500 | 23.976 | 1 ogni 810,81 |
| 100 | 230.040 | 1 ogni 84,51 |
| 50 | 408.240 | 1 ogni 47,62 |
| 20 | 1.749.600 | 1 ogni 11,11 |
Quando leggi numeri così, succede una cosa curiosa: il “mistero” si sgonfia. Non perché non si possa vincere, ma perché capisci che è un sistema basato su statistica e distribuzione dei premi, non su segnali da decifrare al bancone.
A proposito, se ti affascina il lato matematico, è qui che entra in gioco la probabilità, quella vera, non quella “a sensazione”.
Tassazione: quello che molti scoprono troppo tardi
Non c’entra con il trucco, ma è una di quelle cose che vale la pena sapere prima. Le vincite:
- fino a 500€ sono esenti,
- oltre 500€ hanno una tassa del 20% solo sulla parte eccedente.
Esempio semplice: su 10.000€ lordi, 500€ non si toccano, 9.500€ sono tassati al 20%, quindi 1.900€ di imposta, netto 8.100€.
Allora cosa può fare davvero un giocatore?
Se vuoi evitare autoinganni, ecco le uniche mosse sensate, senza favole:
- Controlla le probabilità ufficiali del gioco e del lotto.
- Considera il gratta e vinci come spesa di intrattenimento, non investimento.
- Decidi un budget fisso e non inseguire le perdite.
- Ricorda che i premi piccoli frequenti spesso “ti tengono in partita”, ma non cambiano il quadro.
Il “trucco dei tabaccai” è una storia che si racconta bene, e forse per questo non muore mai. Ma la verità, quella un po’ meno cinematografica e molto più utile, è che non esiste scorciatoia: il biglietto è cieco per tutti, fino a quando gratti. E a quel punto, parla solo la fortuna.

